27 Giugno 2017

Mettiamoci in ascolto delle singole cellule

Potete immaginare uno stetoscopio 100 volte più sottile di un capello?
Un gruppo di ingegneri dell’Università della California, San Diego, non solo se l’è immaginato, ma l’ha realizzato e testato.
Lo stetoscopio consiste in una fibra di biossido di stagno circondata da polietilene glicole polimerico, rivestita da nanoparticelle d’oro.
E’ talmente sensibile da poter rilevare i suoni provenienti dalle cellule del muscolo cardiaco. Il suo utilizzo potrebbe spingersi all’individuazione di piccoli cambiamenti a livello cellulare, che potrebbero significare che la cellula sta diventando cancerosa o potrebbe essere attaccata da un virus.
Le forze e i suoni rilevati non percepibili dall’uomo, possono essere quantificati per consentire immagini ad alta definizione.


Fonte: sciencefocus.com

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