La gestione del paziente diabetico (tipo 2)

Il corso si è concluso il giorno 24 Agosto 2015

Razionale del Corso
Le malattie cardiovascolari sono la causa principale di mortalità e di morbilità dei soggetti con diabete mellito. Infatti un paziente diabetico ha una mortalità in Italia superiore al 30‑40% rispetto alla popolazione non diabetica. Tuttavia, se il medico attua nei confronti del paziente diabetico opportune direttive, questo eccessivo rischio di mortalità si riduce.

Stiamo parlando del rischio di eventi cardiovascolari nel diabetico, paziente che, in questo senso, viene paragonato al paziente non diabetico che ha avuto un evento cardiovascolare.
In sostanza si correla il concetto di rischio cardiovascolare col diabete, che come sappiamo, non è la malattia con iperglicemia, ma la malattia dei vasi alterati (macro e microangiopatie) con glicemia elevata.

I pazienti diabetici senza evidenza clinica o strumentale di complicanze cardiovascolari sono da considerarsi a rischio cardiovascolare elevato in base all’età (>40 anni) e alla presenza di uno o più fattori di rischio cardiovascolare. Infatti, la diagnosi di diabete mellito di tipo 2 è preceduta mediamente da una fase della durata di circa 7 anni nella quale la malattia è silente, ma il rischio cardiovascolare è già comparabile a quello del diabete mellito noto. Il diabete mellito di tipo 2 è un fattore di rischio per le patologie cardiovascolari e sinergizza con condizioni coesistenti, quali ipertensione arteriosa, dislipidemia, fumo ecc., che sono altrettanti fattori di rischio cardiovascolare. Studi clinici hanno dimostrato che ridurre i fattori di rischio cardiovascolare è efficace nel prevenire o rallentare le complicanze cardiovascolari.
Considerando, però, la molteplicità dei fattori di rischio cardiovascolare presenti nel diabete e le loro interazioni, se ne deduce che i risultati più importanti, in termini di riduzione della mortalità totale, della mortalità cardiovascolare e degli eventi cardiovascolari (oltre il 50%) si ottengono con un intervento intensivo ed intelligente rivolto alla persona nell’intento di annullare tutti i fattori di rischio cardiovascolare.

Pertanto, attualmente solo un approccio globale al paziente diabetico, non limitato alla riduzione della glicemia può permettere di ridurre in modo clinicamente importante le complicanze macroangiopatiche. Inoltre, il diabetico va incontro più frequentemente rispetto alla popolazione non diabetica ad infezioni, sia sistemiche, sia locali. Scopo del corso FAD è quello di aggiornare il medico sulle più moderne terapie per la gestione tutt’altro che facile del rischio complessivo a cui va incontro questo tipo di paziente.

Il corso è raggiungibile visitando la piattaforma www.pazientediabetico.it

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